L’immigrazione friulana


Negli ultimi decenni dell’Ottocento molte famiglie friulane emigrarono oltreoceano per motivi economici: cercavano di migliorare le proprie condizioni socio-economiche dall’altra parte del mondo, di sottrarsi all’iniqua pressione fiscale dello stato italiano, di liberarsi dalle ripetute congiunture agricole negative. Per i contadini che in America volevano continuare ad occuparsi del mestiere che facevano in Friuli, l’Argentina sembrava il Paese nel quale avrebbero potuto disporre di terra, lavorarle per proprio conto, costruirsi un futuro meno incerto che in patria.

Per gli emigranti friulani si affacciava all’orizzonte un progetto di vita diverso, anche perché le famiglie che sceglievano di partire dovevano far fronte da sole al costo della traversata atlantica: molti impiegarono i risparmi accumulati negli anni, spesso risultato di stagioni di lavoro nei Paesi dell’Europa centrale; altri chiesero i soldi in prestito, oppure vendettero i pochi campi e gli strumenti di lavoro che possedevano.

Tra Ottocento e Novecento, la maggior parte dei migranti italiani lasciò la penisola per motivi economici: la scelta del luogo di destinazione fu dettata soprattutto dalla disponibilità di lavoro all’estero, ma anche dalla professione di chi partiva. Gli italiani che raggiunsero l’Argentina negli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento per stabilirsi nelle colonie dell’interno soddisfacevano la richiesta di agricoltori della nazione sudamericana. In molti casi, le autorità argentine agevolarono l’accesso alla terra dei contadini, favorendo così l’arrivo e l’insediamento nel nuovo Paese.

Tra il 1877 e lo scoppio della grande guerra circa 50.000 friulani emigrarono in Argentina.


Tra gli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento la maggior parte delle famiglie friulane si stabilì nelle campagne delle attuali province di Cordoba, Chaco, Entre Ríos e Santa Fe. Approdati a Buenos Aires, i Colussi raggiunsero poi la provincia di Santa Fe e si stabilirono nella zona agricola di Bajo Hondo, nella periferia sudovest della città di Rosario, allora in grande espansione.